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TESSITORE DI SOGNI
"Farai
le figure in tale atto, il quale sia sufficiente a dimostrare quello
che la figura ha nell'animo: altrimenti la tua arte non sarà
laudabile".
Questa
preziosa
annotazione, registrata da Leonardo nel suo
Trattato della Pittura, esprime il motivo conduttore del
linguaggio estetico di Nicola De Luca, artista calabrese di
grande raffinatezza figurativa che coltiva con pari impegno le
attività di architetto, fotografo, pittore e scultore.
Pur
avendo un
talento eclettico che gli permette di
spaziare con gran disinvoltura tra svariate tecniche
artistiche, per dare forma al proprio sentire d'artista ha
scelto come medium il disegno, perchè più
consono alle sue capacità espressive e più adatto ai
contenuti da trasmettere.
Nelle
sue opere,
nate da una approfondita analisi
della tradizionale cultura figurativa di matrice classica e dalla
conoscenza del moderno mezzo fotografico, taglio fotografico,
matita e contemporaneità si fondono in
un'inscindibile ed irripetibile "unicum".
Attraverso
una
straordinaria integrazione dell'eredità
precedente con gli elementi che ogni artista veramente autentico scopre
dentro di sé, i disegni di De Luca, che non soffrono i
limiti né di un passatismo di maniera, né di un preteso,
stanco "iperealismo", ci appaiono come meravigliosi esercizi di stile
che rasserenano lo sguardo e scuotono l'anima.
In
questi ultimi
anni De Luca ha indirizzato la sua
ricerca artistica sulla figura femminile, puntando la sua
attenzione principalmente sul volto.
Questa
indagine
sulla fisiognomica lo ha portato alla
rappresentazione di primi piani stretti su volti
femminili densi di espressività.
Volti
dominati dal pensiero e
dall'attesa, stagliati sullo sfondo di un notturno continuo
ed immersi in atmosfere di malinconico incanto, che si fissano
nel ricordo di chi li osserva come vere e proprie installazioni
nella memoria.
Volti
che si
concretizzano tramite una minuziosa esattezza
compositiva fondata sulla corporeità dei
sensi e l'impenetrabile mistero in cui sembrano perdersi.
Chissà
a chi
rivolgono la loro enigmatica ed impenetrabile
sensualità.
Attraverso
il suo stile
rigoroso ed essenziale e la cura
lenticolare dei particolari, De Luca riversa nella nostra anima
la potente inquietudine della bellezza. Pervasi da una particolare
leggerezza, che dissimula alla perfezione gli sforzi
compiuti per produrli, questi volti diventano, così,
non solo protagonisti assoluti delle sue tele ma anche
aperture nello spazio e nel tempo che, come le onde sonore di un'
eco riverberante, attraversano l'ambiente e lo plasmano
modificando tutto ciò che lo circonda
Ciò
che
soprattutto colpisce in queste opere è la
struggente armonia, l'eterea fisicità ed il candore quasi
voluttuoso, elementi sapientemente amalgamati nella loro
complessa ed apparente discordanza, vivificati nelle
immagini da un'eccezionale forza rappresentativa. De Luca
è un paziente tessitore di sogni che pur cimentandosi
con un soggetto iconografico
largamente raffigurato nel corso della storia dell'Arte, riesce non
solo a trasfondervi fino in fondo un'intima complessità, ma
anche ad eseguire un prodotto artistico che non ha nessun timore di
essere catalogato nel capitolo. E' un artista che cattura la bellezza
imprevista, quella che c'è nella donna comune ma al tempo
stesso unica, pronto a cogliere, nel modo più icastico e
pregnante, il gesto che ne svela il mistero.
Sapientemente
incastonate sulle tele, dalla memoria inconscia
dell'artista, le visioni femminili di De Luca non hanno
nessuna connessione con il termine ritratto. Anzi! Si
pongono, piuttosto, come risultanti di una concezione della
figura umana che si potrebbe definire antropocentrica. Di quì
la rappresentazione del volto come conseguenza visibile dei
moti dell'animo, la forma in funzione dell'esplicitazione
dell'interiorità che in queste opere scaturisce ed erompe
in forme di chiara icasticità classica, non avulse
dall'influenza dalla linea dolce della Nuova Figurazione e
da ascendenze stilistico-culturali caravaggesche.
Nelle
opere di De Luca
la donna viene presentata come simbolo in
sé di grazia e bellezza per essere successivamente indagata nei
suoi intimi e sfuggenti meccanismi psicologici,
ed infine sublimata ed idealizzata. Lo sbalorditivo e seducente
effetto d'insieme, amplificato dalla sapienza tecnica, conduce lo
spettatore da una realtà quotidiana ad un regno estetico
popolato da muse dove il magico momento della contemplazione
viene prolungato nel tempo. Come in un processo alchemico che va al di
là di ogni alchimia, le donne di De Luca si
presentano come dotate di una raffinata purezza
talmente candida d'apparire misteriosa e di una semplicità
talmente onesta d'apparire inafferrabile. L'aspetto più
sorprendente di questi volti femminili è che non cedono
mai la propria identità all' imitazione, ad una fittizia
recitazione di se stessi, ma conservano la chiarezza con
cui si sono rivelati al loro artefice.
Essi
posseggono la straordinaria
proprietà di renderci testimoni delle scoperte
dell'artista, perchè il gesto che li ha sottratti al Vuoto e li
ha posti in essere non li ha mai traditi.
Per
quest' abile
cesellatore di anime, che non ha nessuna
pretesa né desiderio di stupire con il virtuosismo
tecnico, la pittura ed il disegno
diventano preziosi strumenti analitici per indagare,
scandagliare ed interpretare, attraverso il volto, le forme e le
espressioni, il senso profondo dell'esistenza.
In
questo
contesto, ogni ritratto rappresenta un varco
verso l'infinito.
Viene
spontaneo
citare l'illustre filosofo Emmanuel
Lèvinas che in un suo saggio del
1961 scriveva: "La Parola dell'Infinito è udibile
dal volto dell'altro".
Parole
rivelatrici
che ci aiutano a comprendere, ancor più
a fondo la poetica di un artista innamorato della perfezione e
della leggerezza.
Agosto
2006
Francesca
Londino
MOTIVAZIONE
CRITICA PER IL PREMIO DI MERITO ALLA IV BIENNALE "MAGNA
GRECIA"
L'opera di
Nicola De Luca accomuna la mente a una camera oscura in cui quasi
gradatamente viene alla luce un negativo fotografico concentrato in uno
spazio, fisico e mentale. L'immagine perciò è bloccata,
irrigidita nell'istantanea che la fissa e ne coglie un aspetto, per
così dire in divenire, che muterà non appena la luce o il
processo aurorale le cambierà i connotati. Ma adesso
è fissata nell'hic et nunc e non c'è nulla da aggiungere,
tranne che la bellezza di un crudo realismo che buca e spiega il puro
impatto di un'immagine che trapassa persino la retina di chi la guarda.
Agosto 2007
San Demetrio Corone (CS)
ISTANTANEE
DELL'ANIMA
".......... In De Luca le
notevoli
capacità tecniche, il tratto morbido e deciso ed il gesto
pazientemente calibrato ma vitale vanno a coincidere con
un’inestimabile sensibilità che sfocia in dolcezza graffiante
dando a quei disegni, che da anni infaticabilmente produce,
una forza espressiva che raggiunge quella della stessa pittura.
Concepiti con una minuziosa attenzione per il dettaglio, i
disegni, ricchi di equilibrio formale, raffigurano figure
femminili ed immagini di oggetti che rimandano a altri
significati, conducendoci ad un livello tutt’altro che fisico. Il
suo è un diario di appunti figurativi, la cui alchimia
segnica esalta i ritmi lenti, la suggestione dei silenzi,
l'equilibrio tra pieni e vuoti, le grandi assenze.
Le
sue sono immagini
terrene e concrete ma allo stesso tempo evanescenti ed irraggiungibili,
restituite al mistero di una sospensione spazio-temporale che
evoca tutte le sfumature del vivere.
Visioni
accattivanti, avvolte nel silenzio, in attesa, rigorosamente racchiuse
in una contemporaneità eterna e permanente che ne svela
sorprendenti percezioni di verità nascoste. Il suo è un
volo notturno che si inoltra nei labirinti dell’essere.
Il
connubio tra
classicità e contemporaneità sottolinea il necessario
confronto con la fotografia, abbastanza evidente nel particolare taglio
dell'inquadratura che si sofferma oltre la superficiale piacevolezza
estetica. Le immagini, caratterizzate da un disegno lento e scrupoloso
che indaga le infinite sfumature del grigio, ci coinvolgono in
una sorta di gioco lineare, puro che esalta l'arcana ed impenetrabile
componente del mondo femminile. Attraverso gesti attenti, quasi
certosini che sembrano seguire le regole di un rito arcaico, De
Luca ci restituisce tracce del tempo sulle cose e sull'anima.
Facendosi tramite tra lo spettatore e ciò che è
ri-tratto, tratto dal mondo reale e poi trattato in un secondo
momento, l'artista interviene sull'immagine per consentire una
nuova traccia. Le figure femminili, le cose, vibranti in un fitto
e minuto tratteggio, vengono analizzate, scrutate per
ridare visibilità a ciò che abbiamo dimenticato di
guardare.
Una
ricerca che, nella
sua apollinea purezza, riflette l'armonia e l'immutabilità
dell'essere.
Maggio
2007
Francesca
Londino
LE
VIE DELL'ARTE
".............
Le sue proiezioni a matita, caratterizzate da una forte impronta
personale, colme di esistenza, di essere, di un elaborato mondo di
sguardi, vanno osservate da vicino, perlustrando lentamente il
segno che scorre sul foglio.
Il
tratto è riflessivo, le linee si inseguono componendo e
completando sotto i nostri occhi figure plastiche, compatte,
perfettamente chiaroscurate, avvolte cioè da zone d'ombra che
sembrano amalgamarle, sostenerle, aiutandole a balzare fuori
dalla superficie, per acquisire una rilevanza statuaria.
Incentrate
sulla tematica della corporeità, in particolare quella
femminile, le opere rivelano l’interesse che De Luca ha sempre
riservato al disegno sia come fase indispensabile del suo
procedere artistico, sia come medium necessario ed ineludibile di
indagine sul reale.
Il
gusto dell’esattezza, la creazione di effetti luministici,
ottenuti grazie a un rigoroso utilizzo della matita, i tratti
essenziali dei volti esaltati da una forte espressività, sono
elementi adoperati dell’artista per provocare un cortocircuito
tra reale ed irreale.
Sono
opere che regalano allo spettatore il piacere di perdersi in immagini
di grande forza espressiva e compositiva, poiché l'artista segue
quella che la critica definisce linea dell’espressione degli
intendimenti pittorici, in cui non conta la visione o
l'immaginazione, ma la complessità dell'animo umano. Come
silenziose cattedrali umane, avvolte dal mistero senza tempo
dell’universo femminile, le sue figure, immortalate a mezzo
busto, emergono da fondi scuri, colte in momenti di pensosa
intimità. Immagini, in antitesi con gli stereotipi di bellezza
imposti dai media, che rappresentano la chiara espressione di un
artista profondamente orientato a scomporre le
infinite sfaccettature della psiche femminile, ad indagarne
i silenzi, gli sguardi, le pieghe dei volti, ad addentrarsi nei meandri
dell’essenza, dove i pensieri e le emozioni si esprimono senza
intermediazioni............."
Agosto
2007
Francesca
Londino
ATTIMI
DI FELICE
SPONTANEITA'
........
Dei suoi
lavori mi ha
colpito subito la purezza. I suoi disegni sono “incontaminati”.
L'unico elemento che li
contraddistingue è nello sguardo, negli occhi, nel corpo.
E' l'anima ad uscire
fuori e una volta che la si è rappresentata l'opera è
completa; non serve altro per delineare il personaggio.
Quello che fa grande
Nicola De Luca è la sua capacità di prendere l'anima
ai suoi volti di donna e dare lo spazio, che meritano nel quadro, un
approccio così perfetto che non rende necessario altro che il
soggetto.
Elogio alla sua arte,
poesia del quotidiano.
Attimi di felice
spontaneità.
De Luca ha la
capacità
di trasmettere un fascino particolare alle sue immagini e di
investire di un'atmosfera particolare catturando “quel particolare”
che le rende speciali, candide, sospese, “creature appena nate”.
De Luca ritrae il reale
di ogni tempo e si ferma (nei suoi tocchi) a considerare soprattutto
quanto può essere più facilmente comprensibile e
comunicabile del comune vivere.Per questo i suoi quadri
sono sempre uno squarcio aperto nella coscienza, sono un dialogo con
la vita nei suoi significati, nei suoi sentimenti. Sono
“intensità”
di sentimento -pensiero- “circostanza” che impone il dialogo con
gli altri e lo fa crescere.
Dicembre 2007
Bruna
Filippone
(per la
presentazione della mostra "Forze Espressive")
EMOZIONI IN
PUNTA DI MATITA
La qualità principale dei
disegni di Nicola De Luca, artista calabrese, è la
precisione incondizionata della realtà, eccezionalmente
riprodotta nella dimensione estetica in tutti i particolari. Nei
disegni si vede subito la sua bravura, è dotato di indubbio
talento, ci presenta un disegno accurato nel chiaro scuro e nella
profondità e plasticità dei soggetti ritratti. Nicola De
Luca da un volto, un'impronta, riesce a manifestarci gli intimi
rivolgimenti della sua personalità, facendo riemergere come
termine di confronto , il momdo ideale dell'aessere. Le presenze di
donne ritratte in primo piano composte e malinconiche, sono motivi
ricorrenti nelle opere di questo artista, elementi in cui si riflettono
i sentimenti interiori; egli media sulle cose e sugli eventi del
tempo in cui vive e li sintetizza nelle forme a lui congeniali.
Uno stile raffinato, una sicurezza nel tratto, sono i riferimenti
essenziali della sua espressione artistica, che spazia nel mondo delle
vibrazioni dell'animo e porge l'attenzione ai più puri
valori, introducendoci così negli spazi infiniti della poesia.
Su Euroarte , giugno 2008
Raffaele De
Salvatore
MOTIVAZIONE
CRITICA PER IL PREMIO ALLA BIENNALE 2009 DI LAMEZIA TERME
La Giuria della Biennale 2009
di Lamezia Terme ha assegnato il premio, settore pittura,
all'Artista Nicola De Luca per aver dato, al pianeta Donna una lettura
raffinata eppure intensa, dettagliata nella particolare
identità, eppure intima e segreta fino all'alterità e
all'astrazione.
Lamezia Terme 19 febbraio
2009
Luigi
Tallarico
RICERCA DELLA
IDENTITA' E UN ITINERARIO PIU' IN PROFONDITA'
"
La mente è secolare, con la sua esaltazione del sapere e della
ragione, mentre il corpo è sacro. Per quante spiegazioni
pensiamo di
potere dare alle operazioni del corpo, la loro essenza profonda
è il
mistero dell'amore. Il cuore dell'uomo, sede dell'amore è anche
il
tempio in cui dimora Dio nell'essere umano. Il fondamento di questa
credenza risiede nella capacità di sentire la risonanza che
esiste
tra il pulsare del cuore e il pulsare dell'universo"
Alexander
Lowen
I
poeti come Nicola De Luca svegliano in noi dei mondi
che
improvvisamente ci ricordiamo di possedere come nostre origini, ma
che in realtà sono dei futuri anteriori creati
dall'attualità come
anteriori, come origini.
La
figura femminile: composta e formale nei disegni accademici; vigorosa
e rodiniana o delicatamente sensuale nelle opere della ricerca;
talvolta lapidaria e raccolta in un equilibrio di linee e di colore
dove fa emergere una malinconia soffocante come impietoso raggio di
sole cocente evapora dalla terra riarsa l'ultima stilla di vita.
Si
intravede in Nicola una pittura fisica e spirituale
perennemente mossa da uno spirito, da un’anima, che qui “prende
vita”. La malinconia si espande, fagocita i pensieri, ne fa
sopravvivere uno, uno soltanto, che diventa pensiero predominante e
morsa inconfessata. La pittura diviene cosi’ “Il ritratto
interiore”, in una versione completamente nuova, alla
ricerca della persona contrapposta al personaggio. Sarebbe molto
più
facile se la natura ci concedesse di dimenticare, di vivere tante
vite ricominciando sempre. Invece ogni esperienza diventa parte
integrante della nostra vita e ci compone. Siamo fatti di passato e
tendiamo al futuro. Eppure esiste solo il presente che ci sfugge.
Sono questi “ricordi” i veri soggetti dei quadri.
Ciò
che nell'opera di Nicola sembra avere un tono e’ il gusto di
raccontare con l'attenzione di un consumato cronista la dignitosa
umanità delle sue figure e dei suoi oggetti quotidiani,
umanità che
nelle figure sa interpretare con poetica sensibilità in un vasto
repertorio di temi. Il linguaggio pittorico maturandosi sulla non
sopita matrice di revisionismo del “realismo”, si accalora
e s'impenna cromaticamente per illustrare gli aspetti di una cultura
schietta e istintiva e per tradurli con timbri fortemente emotivi.
Sono
figure ed oggetti che riesce a fermare - soprattutto nei disegni a
matita, utilizzata per “incidere” la carta bianca, -
gesti, espressioni nell’atmosfera calda che aleggia dove si sente
il respiro, in una pienezza di vita. Opere fresche e liriche vibranti
e cariche di luce i ritratti di donne nascoste e ben custodite nella
sua anima che scopre, solo in parte per renderle visibili agli altri,
conservando per se il ricordo, forse di amori passati o ancora
presenti misurati nella luce del meriggio. L’elemento di maggior
interesse in questo senso viene dalle considerazioni a proposito del
rapporto tra soggetto e linguaggio, tra i diversi aspetti
dell’alfabeto, della grammatica e della sintassi visive che ogni
artista elabora per esprimere la propria narrazione del mondo. "Ho
sempre considerato il disegno come l'artiglieria e la scultura come
la fanteria. Il disegno prepara alla concretezza delle idee".
Così scriveva Giuseppe Mazzullo in occasione di una sua mostra.
Per Nicola scultore di anime
sognanti e di segreti
impenetrabili,
il disegno e la matita rappresentano il mezzo per scavare nell’”io”
sincresi e eidon di un mondo di immagini:
è un
deposito della memoria, un engramma, derivato dalla condensazione di
innumerevoli esperienze subconscie dell’artista. L’orizzonte
poetico di Nicola, inoltre, appare sull’orlo di due
voragini, quella del dedalo esterno (o mondo),
quella del dedalo interno (o io).
Esiste
una soglia invisibile, ma dura, tra noi e l’opera, oltre cui regna
il silenzio. L’opera per come si manifesta ai nostri sensi è
un’entità che non può mai del tutto rientrare nell’ordine
del
dicibile: presenta uno sfondo di radicale estraneità da tutto
ciò
che la conoscenza razionale, e quindi il linguaggio, accoglie nel
proprio regno. E’ un limite netto contro cui l’interpretazione si
infrange. Freud, che portò l’ermeneutica della mente ben al di
là
di ogni immaginabile confine, a proposito dei sogni tuttavia diceva:
calmiamo le nostre ansie di conquista, non tutto dell’inconscio
può
ridursi a ragione, in ogni sogno c’è una zona opaca, un ombelico
oscuro, su cui ogni disvelamento scivola e non ha appigli. Il senso
ultimo dell’opera è pertanto custodito nel suo insondabile
enigma. Nicola non ritrae volti ma il cuore delle sue modelle
ed
e’
proprio nel cuore che avviene il punto di scambio dinamico tra l'aria
e il sangue.
27
Maggio 2009
Francesco Suraci
…......
Le opere di Nicola De Luca sembrano essere realizzate con la stessa
tecnica dell'incisione, mediante un procedimento a morsure successive
ottenendo risultati morbidamente chiaroscurali, affini alle stesure
pittoriche. L'effetto è accentuato dalla luce proiettata sui
volti
contro lo sfondo in penombra. Il gioco delle luci accentua l'impatto
emozionale della composizione. Un condensato di riflessioni dove
raffinate rappresentazioni diventano parte integrante della sua vita,
perché sono rappresentazioni intime, legate alla sua vita
privata..........
23
aprile
2009
Marisa Scicchitano
Nicola
De Luca ….. Favola e Pathos …..
Lo
svolgimento tecnico e fantastico di un'opera d'arte inizia sempre dal
disegno, che è la matrice preziosa della ricerca creativa e la
premessa di una realtà che da essa si srotola per incidere nella
validità dell'immaginazione e del conclusivo significato
dell'espressione. Nicola De Luca ha fatto del disegno e dell'impiego
dell'immagine il suo sistema artistico di vita. Egli inizia con
l'esame dello spazio, trova i contenuti, le entità e misure
poetiche, ambienta i propri termini di artisticità e di
relazione
con il deserto del bianco. La lettura delle opere di questo artista
è
molto semplice, come semplice è il lavoro geniale che richiama
alla
storia psicologica dell'artista stesso, ad un interiore fantasticare,
alla sua tecnica dei profili e di espressioni mai gestualizzate dalla
violenza effusiva del colore, ma appuntate nella sottigliezza del
segno palpitante, con una sua autonoma visività che farebbe
invidia
ai pittori realisti già affermati, dal Velasquez all'Annigoni.
Nei
disegni di De Luca tutto avviene in un incontro meditato e molteplice
tra ispirazione e tecnica e sottolineature accentuative di
espressione dosata e intensa, forma plasmata in organismo e
intuizione, evidenza di sviluppo lessicale diretto e indiretto,
acquisizione privilegiata di realtà (si che dipinga un volto che
un
paio di scarpe) quanto mai concreta, rigorosa se pur bizzarra e ricca
di giochi plastici. Nei chiaroscuri questo poeta della pittura è
alla ricerca di sottili luminescenze, di delicate oasi disegnative,
dove emerge la sua sensibilità, che basa la sua qualità
nel
mestiere imparato dopo lunga pazienza e abilità tecnica, educata
al
gusto dell'immagine, al pudore del disegno che lascia alla memoria i
suoi distinti intrecci e le superbe scansioni di ritmi signici, i
movimenti del lapis e della penna e le elaborazioni raffinate delle
espressioni. Dal disegno di questo artista puro nasce il principio
del conflitto estetico e la frequentazione pittorica, infine tutti i
romanticismi e le ricerche, il commento ed ogni verità umana e
del
gusto, dove De Luca raggiunge una compiutezza d'immagine e
un'ideazione lirica e tattile del proprio problema espressivo e
grafico, da certosino del disegno e del chiaroscuro, impegnato da
crismi emozionali della creatività, della contemplazione umile e
limpida del segno e della sua effusiva e miniata linearità. Con
l'arte di De Luca si sta tornando il “mestiere” dei tempi
antichi, non perché sia solo geniale, ma perché con il
suo metodo
di lavoro riallaccia finalmente i contatti tra arte e pubblico
(contatti che si erano perduti con le varie astrazioni) perché
affronta con umiltà e competenza qualunque domanda gli venga
rivolta
dalla società in cui vive, perché conosce il suo
mestiere, le
tecniche e i mezzi più adatti a risolvere ogni problema
pittorico.
Operatori estetici come questo artista traducono la realtà e le
risorse segrete, quello del profondo umano all'orlo di quel processo
di evoluzione e di variazione del mito inesauribile che è il
segno-disegno, con i suoi rischi e la innumerevole disponibilità
in
ogni epoca, le sue tensioni e la psicologia che il disegno stesso
crea. Il disegno, quindi, quello frequentato da De Luca è
un'opera
d'arte in se stessa, storia evocativa e relazione filologica della
realtà dell'abilità di molti maestri prima e dopo Giotto.
Le opere
di De Luca, fedeli alla tradizione figurativa e alla ritrattistica
ricca di particolari, dallo stile morbido e fedele alla verità,
tanto che difficilmente una fotografia potrebbe rendere giustizia ai
soggetti delle sue immagini introspettiche si da far individuare il
carattere e l'anima del soggetto stesso. Questo artista, per le
atmosfere e le suggestioni che crea nelle sue opere si potrebbe
definire un pittore romantico-espressionista, anche per essersi
allontanato dalle discipline intellettualoidi delle cosiddette
avanguardie per dar spazio all'espressione dei sentimenti
individuali.
Sett/ott 2009
Eraldo
Di Vita su Euroarte
Misteriosi
interrogativi
Cosa di più semplice di una matita ed un foglio
di carta? Nulla. Un'accoppiata che tutti conosciamo bene e che
utilizziamo, anche se con fini e risultati diversi, fin dalla
più tenera età. Sappiamo perfettamente che la matita,
quando passa, lascia un segno sulla carta. Nessun segreto, tutto
prevedibile e conosciuto. Però a volte succede di vedere
un foglio di carta interamente coperto di segni che ci colpisce: mani
di chi sa guidare la matita ed indirizzare i segni hanno prodotto
un'opera. Tra coloro capaci di tanto sicuramente c'è Nicola De
Luca. Dai suoi intensi chiaroscuri emergono, al tempo stesso potenti e
delicate, figure dagli sguardi che pongono misteriosi interrogativi.
Una parola può definirlo: bravissimo. Le sue sono opere che
entrano dagli occhi ed arrivano nel profondo suscitando sentimento e
non si dimenticano.
Agosto
2009
Bruno Tavani
Intimistico pensiero
Nicola De Luca sceglie
il riferimento tecnico e l'esecuzione in cui il forte senso visivo si
affida a chiaroscurate tessiture e filigrane di monocromi
graffiti che custodiscono nel gioco delle apparenze il divario netto
tra ciò che è esteriorità e ciò che
è intimistico pensiero.
Agosto 2009
Giuseppe Livoti
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