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TESSITORE DI SOGNI


"Farai le figure in tale atto, il quale sia sufficiente a dimostrare quello che la figura ha nell'animo: altrimenti la tua arte non sarà laudabile".
Questa preziosa annotazione,  registrata  da Leonardo nel suo Trattato della Pittura, esprime il motivo conduttore del  linguaggio estetico di Nicola De Luca, artista  calabrese di grande raffinatezza figurativa che coltiva con pari impegno le attività di architetto, fotografo, pittore e scultore.
Pur avendo  un talento eclettico che gli permette di  spaziare con gran disinvoltura  tra svariate tecniche artistiche,  per dare forma al proprio sentire d'artista  ha scelto  come  medium il disegno, perchè più consono alle sue capacità espressive e più adatto ai contenuti da trasmettere.
Nelle sue opere, nate  da  una approfondita analisi  della tradizionale cultura figurativa di matrice classica e dalla conoscenza del moderno mezzo  fotografico, taglio fotografico, matita e contemporaneità  si fondono in un'inscindibile  ed  irripetibile "unicum".
Attraverso una straordinaria  integrazione dell'eredità precedente con gli elementi che ogni artista veramente autentico scopre dentro di sé, i disegni di De Luca, che non soffrono  i limiti né di un passatismo di maniera, né di un preteso, stanco "iperealismo", ci appaiono come meravigliosi esercizi di stile che rasserenano lo sguardo e scuotono l'anima.
In questi  ultimi anni  De Luca ha indirizzato  la sua ricerca artistica   sulla figura femminile, puntando la sua attenzione principalmente sul volto.
Questa indagine sulla  fisiognomica lo ha portato alla rappresentazione  di  primi piani stretti su  volti femminili densi di espressività.
Volti  dominati dal pensiero e dall'attesa, stagliati  sullo  sfondo di un notturno continuo ed immersi in  atmosfere di malinconico incanto, che si fissano nel ricordo  di chi li osserva come vere e proprie installazioni nella memoria.
Volti  che si concretizzano tramite una minuziosa  esattezza compositiva  fondata  sulla  corporeità  dei sensi  e l'impenetrabile mistero in cui sembrano perdersi.
Chissà a chi rivolgono la loro enigmatica ed  impenetrabile sensualità.
Attraverso il suo stile rigoroso ed essenziale  e la cura lenticolare dei particolari,  De Luca riversa nella nostra anima la potente inquietudine della bellezza. Pervasi da una particolare leggerezza, che   dissimula alla perfezione gli sforzi compiuti per produrli,  questi volti  diventano, così, non solo protagonisti assoluti delle sue tele  ma anche  aperture nello spazio e nel tempo che, come  le onde sonore di un' eco riverberante, attraversano l'ambiente e lo plasmano   modificando tutto ciò che lo circonda
Ciò che soprattutto colpisce in queste opere  è la struggente armonia, l'eterea fisicità ed il candore quasi voluttuoso, elementi  sapientemente amalgamati  nella loro complessa ed  apparente discordanza,  vivificati  nelle immagini da  un'eccezionale forza  rappresentativa. De Luca è un paziente tessitore di sogni che pur cimentandosi con un soggetto iconografico largamente raffigurato nel corso della storia dell'Arte, riesce non solo a trasfondervi fino in fondo un'intima complessità, ma anche ad eseguire un prodotto artistico che non ha nessun timore di essere catalogato nel capitolo. E' un artista che cattura la bellezza imprevista, quella che  c'è nella donna comune ma al tempo stesso unica, pronto a cogliere, nel modo più icastico e pregnante, il gesto che ne svela il mistero.
Sapientemente  incastonate sulle tele, dalla memoria inconscia dell'artista,  le visioni femminili di De Luca  non hanno nessuna connessione con il  termine ritratto. Anzi!  Si pongono, piuttosto, come  risultanti di una concezione della figura umana che si potrebbe definire antropocentrica. Di quì la  rappresentazione del volto  come conseguenza visibile dei moti dell'animo, la  forma in funzione  dell'esplicitazione dell'interiorità che in queste opere scaturisce ed erompe  in forme di chiara  icasticità classica, non avulse dall'influenza  dalla linea dolce della Nuova Figurazione e da  ascendenze stilistico-culturali caravaggesche.
Nelle opere di De Luca la donna  viene presentata come simbolo in sé di grazia e bellezza per essere successivamente indagata nei suoi  intimi  e sfuggenti meccanismi psicologici,   ed infine  sublimata ed idealizzata. Lo sbalorditivo e seducente effetto d'insieme, amplificato dalla sapienza tecnica,  conduce lo spettatore da una realtà quotidiana ad un regno  estetico popolato da muse dove  il magico momento della contemplazione viene prolungato nel tempo. Come in un processo alchemico che va al di là di ogni alchimia, le donne  di De Luca  si presentano  come dotate di una  raffinata purezza talmente  candida d'apparire misteriosa e di una semplicità talmente  onesta d'apparire inafferrabile. L'aspetto più sorprendente di questi volti femminili è che  non cedono mai la propria identità all' imitazione, ad una  fittizia recitazione  di se stessi, ma  conservano la chiarezza con cui si sono rivelati  al loro artefice.
Essi posseggono la straordinaria proprietà  di renderci testimoni delle scoperte dell'artista, perchè il gesto che li ha sottratti al Vuoto e li ha posti in essere  non  li ha mai traditi.
Per quest' abile cesellatore di anime, che  non  ha nessuna pretesa né desiderio di stupire con il virtuosismo tecnico,  la pittura  ed  il disegno diventano   preziosi strumenti  analitici per indagare, scandagliare ed interpretare,  attraverso il volto, le forme e le espressioni,  il senso profondo dell'esistenza. 
In questo  contesto, ogni ritratto  rappresenta un varco verso l'infinito. 
Viene spontaneo  citare  l'illustre filosofo Emmanuel Lèvinas  che  in un  suo saggio  del 1961  scriveva: "La Parola dell'Infinito  è udibile dal volto dell'altro".
Parole rivelatrici  che ci aiutano a comprendere, ancor più a fondo la poetica di un artista innamorato  della perfezione e della leggerezza.
Agosto 2006                                                     Francesca Londino

MOTIVAZIONE CRITICA PER IL PREMIO DI MERITO ALLA IV BIENNALE  "MAGNA  GRECIA"

L'opera di Nicola De Luca accomuna la mente a una camera oscura in cui quasi gradatamente viene alla luce un negativo fotografico concentrato in uno spazio, fisico e mentale. L'immagine perciò è bloccata, irrigidita nell'istantanea che la fissa e ne coglie un aspetto, per così dire in divenire, che muterà non appena la luce o il processo aurorale le cambierà  i connotati. Ma adesso  è fissata nell'hic et nunc e non c'è nulla da aggiungere, tranne che la bellezza di un crudo realismo che buca e spiega il puro impatto di un'immagine che trapassa persino la retina di chi la guarda.
                                            Agosto 2007                                                           San Demetrio Corone (CS)

ISTANTANEE DELL'ANIMA

"..........
In De Luca le notevoli capacità tecniche, il tratto morbido e deciso ed il gesto pazientemente calibrato ma vitale   vanno a coincidere con un’inestimabile sensibilità che sfocia in dolcezza graffiante dando a quei  disegni,  che da anni infaticabilmente produce, una forza espressiva che raggiunge quella della stessa pittura. Concepiti con una minuziosa attenzione  per il dettaglio, i disegni, ricchi di equilibrio formale, raffigurano  figure  femminili ed immagini di oggetti che rimandano a altri significati,  conducendoci ad un livello tutt’altro che fisico. Il suo è un diario di appunti figurativi, la cui alchimia segnica  esalta i ritmi lenti, la suggestione dei silenzi, l'equilibrio tra pieni e vuoti, le grandi assenze.
Le sue sono immagini terrene e concrete ma allo stesso tempo evanescenti ed irraggiungibili, restituite al mistero di una sospensione spazio-temporale che evoca  tutte le sfumature del vivere.
Visioni  accattivanti, avvolte nel silenzio, in attesa, rigorosamente racchiuse in una contemporaneità eterna e permanente che ne svela sorprendenti percezioni di verità nascoste. Il suo è un volo notturno che si inoltra nei labirinti dell’essere.
Il connubio tra  classicità e contemporaneità sottolinea il necessario confronto con la fotografia, abbastanza evidente nel particolare taglio dell'inquadratura che si sofferma oltre la superficiale piacevolezza estetica. Le immagini, caratterizzate da un disegno lento e scrupoloso che  indaga le infinite sfumature del grigio, ci coinvolgono in una sorta di gioco lineare, puro che esalta l'arcana ed impenetrabile componente del mondo femminile. Attraverso gesti attenti, quasi certosini che sembrano seguire le regole di un rito  arcaico, De Luca ci restituisce  tracce del tempo sulle cose e sull'anima. Facendosi tramite tra lo spettatore e ciò  che è ri-tratto, tratto dal mondo reale  e poi trattato in un secondo momento, l'artista  interviene sull'immagine per consentire una nuova traccia. Le figure femminili, le cose,  vibranti in un fitto e minuto tratteggio, vengono  analizzate, scrutate  per ridare visibilità a ciò che abbiamo dimenticato di guardare.
Una ricerca che, nella sua apollinea purezza, riflette l'armonia e l'immutabilità dell'essere.

                                                    Maggio 2007                                                      Francesca Londino

LE VIE DELL'ARTE

"............. Le sue proiezioni a matita, caratterizzate da una forte impronta personale, colme di esistenza, di essere, di un elaborato mondo di sguardi, vanno osservate  da vicino, perlustrando lentamente il segno che scorre sul foglio.
Il tratto è riflessivo, le linee si inseguono  componendo e completando sotto i nostri occhi figure  plastiche, compatte, perfettamente chiaroscurate, avvolte cioè da zone d'ombra che sembrano amalgamarle, sostenerle, aiutandole a  balzare fuori dalla superficie, per acquisire una rilevanza statuaria.
Incentrate  sulla tematica della corporeità, in particolare quella femminile, le opere rivelano l’interesse  che De Luca ha sempre riservato al disegno sia come  fase indispensabile del suo procedere artistico, sia come  medium necessario ed ineludibile di indagine sul reale.
Il gusto dell’esattezza, la creazione di effetti luministici, ottenuti  grazie a un rigoroso utilizzo della matita, i tratti essenziali dei volti esaltati da una forte espressività, sono elementi adoperati dell’artista  per provocare un cortocircuito tra reale ed irreale.
Sono  opere che regalano allo spettatore il piacere di perdersi in immagini di grande forza espressiva e compositiva, poiché l'artista segue quella che la critica definisce linea dell’espressione degli intendimenti pittorici, in cui non conta la visione  o l'immaginazione, ma la complessità dell'animo umano. Come silenziose cattedrali umane, avvolte dal mistero senza tempo dell’universo femminile, le sue figure, immortalate  a mezzo busto,  emergono da fondi scuri, colte in momenti di pensosa intimità. Immagini, in antitesi con gli stereotipi di bellezza imposti dai media, che rappresentano  la chiara espressione di un artista profondamente orientato a  scomporre  le infinite   sfaccettature della psiche femminile, ad indagarne i silenzi, gli sguardi, le pieghe dei volti, ad addentrarsi nei meandri dell’essenza, dove i pensieri e le  emozioni si esprimono senza intermediazioni............."
                                          Agosto 2007                                                      Francesca Londino

ATTIMI DI FELICE SPONTANEITA'

........ Dei suoi lavori mi ha colpito subito la purezza. I suoi disegni sono “incontaminati”.
L'unico elemento che li contraddistingue è nello sguardo, negli occhi, nel corpo.
E' l'anima ad uscire fuori e una volta che la si è rappresentata l'opera è completa; non serve altro per delineare il personaggio.
Quello che fa grande Nicola De Luca è la sua capacità di prendere l'anima ai suoi volti di donna e dare lo spazio, che meritano nel quadro, un approccio così perfetto che non rende necessario altro che il soggetto.
Elogio alla sua arte, poesia del quotidiano.
Attimi di felice spontaneità.
De Luca ha la capacità di trasmettere un fascino particolare alle sue immagini e di investire di un'atmosfera particolare catturando “quel particolare” che le rende speciali, candide, sospese, “creature appena nate”.
De Luca ritrae il reale di ogni tempo e si ferma (nei suoi tocchi) a considerare soprattutto quanto può essere più facilmente comprensibile e comunicabile del comune vivere.Per questo i suoi quadri sono sempre uno squarcio aperto nella coscienza, sono un dialogo con la vita nei suoi significati, nei suoi sentimenti. Sono “intensità” di sentimento -pensiero- “circostanza” che impone il dialogo con gli altri e lo fa crescere.
                                                    Dicembre 2007                                                            Bruna Filippone
(per la presentazione della mostra "Forze Espressive")


EMOZIONI IN PUNTA DI MATITA

La qualità principale dei disegni di Nicola De Luca, artista calabrese,  è la precisione incondizionata della realtà, eccezionalmente riprodotta nella dimensione estetica in tutti i particolari. Nei disegni si vede subito la sua bravura, è dotato di indubbio talento, ci presenta un disegno accurato nel chiaro scuro e nella profondità e plasticità dei soggetti ritratti. Nicola De Luca da un volto, un'impronta, riesce a manifestarci gli intimi rivolgimenti della sua personalità, facendo riemergere come termine di confronto , il momdo ideale dell'aessere. Le presenze di donne ritratte in primo piano composte e malinconiche, sono motivi ricorrenti nelle opere di questo artista, elementi in cui si riflettono i sentimenti interiori;  egli media sulle cose e sugli eventi del tempo in cui vive e li sintetizza  nelle forme a lui congeniali. Uno stile raffinato, una sicurezza nel tratto, sono i riferimenti essenziali della sua espressione artistica, che spazia nel mondo delle vibrazioni dell'animo e porge  l'attenzione ai più puri valori, introducendoci così negli spazi infiniti della poesia.
                                                     Su Euroarte , giugno 2008                                        Raffaele De Salvatore


MOTIVAZIONE CRITICA PER IL PREMIO ALLA BIENNALE 2009 DI LAMEZIA TERME

La  Giuria della Biennale 2009 di Lamezia Terme ha assegnato il premio, settore pittura,  all'Artista Nicola De Luca per aver dato, al pianeta Donna una lettura raffinata eppure intensa, dettagliata nella particolare identità, eppure intima e segreta fino all'alterità e all'astrazione.
                                                  Lamezia Terme 19 febbraio 2009                                
Luigi  Tallarico

RICERCA DELLA IDENTITA' E UN ITINERARIO PIU' IN PROFONDITA'

" La mente è secolare, con la sua esaltazione del sapere e della ragione, mentre il corpo è sacro. Per quante spiegazioni pensiamo di potere dare alle operazioni del corpo, la loro essenza profonda è il mistero dell'amore. Il cuore dell'uomo, sede dell'amore è anche il tempio in cui dimora Dio nell'essere umano. Il fondamento di questa credenza risiede nella capacità di sentire la risonanza che esiste tra il pulsare del cuore e il pulsare dell'universo"

Alexander Lowen

I poeti come Nicola De Luca svegliano in noi dei mondi che improvvisamente ci ricordiamo di possedere come nostre origini, ma che in realtà sono dei futuri anteriori creati dall'attualità come anteriori, come origini.
La figura femminile: composta e formale nei disegni accademici; vigorosa e rodiniana o delicatamente sensuale nelle opere della ricerca; talvolta lapidaria e raccolta in un equilibrio di linee e di colore dove fa emergere una malinconia soffocante come impietoso raggio di sole cocente evapora dalla terra riarsa l'ultima stilla di vita.
Si intravede in Nicola una pittura fisica e spirituale perennemente mossa da uno spirito, da un’anima, che qui “prende vita”. La malinconia si espande, fagocita i pensieri, ne fa sopravvivere uno, uno soltanto, che diventa pensiero predominante e morsa inconfessata. La pittura diviene cosi’ “Il ritratto interiore”, in una versione completamente nuova, alla ricerca della persona contrapposta al personaggio. Sarebbe molto più facile se la natura ci concedesse di dimenticare, di vivere tante vite ricominciando sempre. Invece ogni esperienza diventa parte integrante della nostra vita e ci compone. Siamo fatti di passato e tendiamo al futuro. Eppure esiste solo il presente che ci sfugge. Sono questi “ricordi” i veri soggetti dei quadri.
Ciò che nell'opera di Nicola sembra avere un tono e’ il gusto di raccontare con l'attenzione di un consumato cronista la dignitosa umanità delle sue figure e dei suoi oggetti quotidiani, umanità che nelle figure sa interpretare con poetica sensibilità in un vasto repertorio di temi. Il linguaggio pittorico maturandosi sulla non sopita matrice di revisionismo del “realismo”, si accalora e s'impenna cromaticamente per illustrare gli aspetti di una cultura schietta e istintiva e per tradurli con timbri fortemente emotivi.
Sono figure ed oggetti che riesce a fermare - soprattutto nei disegni a matita, utilizzata per “incidere” la carta bianca, - gesti, espressioni nell’atmosfera calda che aleggia dove si sente il respiro, in una pienezza di vita. Opere fresche e liriche vibranti e cariche di luce i ritratti di donne nascoste e ben custodite nella sua anima che scopre, solo in parte per renderle visibili agli altri, conservando per se il ricordo, forse di amori passati o ancora presenti misurati nella luce del meriggio. L’elemento di maggior interesse in questo senso viene dalle considerazioni a proposito del rapporto tra soggetto e linguaggio, tra i diversi aspetti dell’alfabeto, della grammatica e della sintassi visive che ogni artista elabora per esprimere la propria narrazione del mondo. "Ho sempre considerato il disegno come l'artiglieria e la scultura come la fanteria. Il disegno prepara alla concretezza delle idee". Così scriveva Giuseppe Mazzullo in occasione di una sua mostra.
Per Nicola scultore di anime sognanti e di segreti impenetrabili, il disegno e la matita rappresentano il mezzo per scavare nell’”io” sincresi e eidon di un mondo di immagini: è un deposito della memoria, un engramma, derivato dalla condensazione di innumerevoli esperienze subconscie dell’artista. L’orizzonte poetico di Nicola, inoltre, appare sull’orlo di due voragini, quella del dedalo esterno (o mondo), quella del dedalo interno (o io).
Esiste una soglia invisibile, ma dura, tra noi e l’opera, oltre cui regna il silenzio. L’opera per come si manifesta ai nostri sensi è un’entità che non può mai del tutto rientrare nell’ordine del dicibile: presenta uno sfondo di radicale estraneità da tutto ciò che la conoscenza razionale, e quindi il linguaggio, accoglie nel proprio regno. E’ un limite netto contro cui l’interpretazione si infrange. Freud, che portò l’ermeneutica della mente ben al di là di ogni immaginabile confine, a proposito dei sogni tuttavia diceva: calmiamo le nostre ansie di conquista, non tutto dell’inconscio può ridursi a ragione, in ogni sogno c’è una zona opaca, un ombelico oscuro, su cui ogni disvelamento scivola e non ha appigli. Il senso ultimo dell’opera è pertanto custodito nel suo insondabile enigma. Nicola non ritrae volti ma il cuore delle sue modelle ed e’ proprio nel cuore che avviene il punto di scambio dinamico tra l'aria e il sangue.
                            27 Maggio 2009                                 Francesco Suraci

...... Le opere di Nicola De Luca sembrano essere realizzate con la stessa tecnica dell'incisione, mediante un procedimento a morsure successive ottenendo risultati morbidamente chiaroscurali, affini alle stesure pittoriche. L'effetto è accentuato dalla luce proiettata sui volti contro lo sfondo in penombra. Il gioco delle luci accentua l'impatto emozionale della composizione. Un condensato di riflessioni dove raffinate rappresentazioni diventano parte integrante della sua vita, perché sono rappresentazioni intime, legate alla sua vita privata..........

                                  23 aprile 2009                                  Marisa Scicchitano

Nicola De Luca ….. Favola e Pathos …..

Lo svolgimento tecnico e fantastico di un'opera d'arte inizia sempre dal disegno, che è la matrice preziosa della ricerca creativa e la premessa di una realtà che da essa si srotola per incidere nella validità dell'immaginazione e del conclusivo significato dell'espressione. Nicola De Luca ha fatto del disegno e dell'impiego dell'immagine il suo sistema artistico di vita. Egli inizia con l'esame dello spazio, trova i contenuti, le entità e misure poetiche, ambienta i propri termini di artisticità e di relazione con il deserto del bianco. La lettura delle opere di questo artista è molto semplice, come semplice è il lavoro geniale che richiama alla storia psicologica dell'artista stesso, ad un interiore fantasticare, alla sua tecnica dei profili e di espressioni mai gestualizzate dalla violenza effusiva del colore, ma appuntate nella sottigliezza del segno palpitante, con una sua autonoma visività che farebbe invidia ai pittori realisti già affermati, dal Velasquez all'Annigoni. Nei disegni di De Luca tutto avviene in un incontro meditato e molteplice tra ispirazione e tecnica e sottolineature accentuative di espressione dosata e intensa, forma plasmata in organismo e intuizione, evidenza di sviluppo lessicale diretto e indiretto, acquisizione privilegiata di realtà (si che dipinga un volto che un paio di scarpe) quanto mai concreta, rigorosa se pur bizzarra e ricca di giochi plastici. Nei chiaroscuri questo poeta della pittura è alla ricerca di sottili luminescenze, di delicate oasi disegnative, dove emerge la sua sensibilità, che basa la sua qualità nel mestiere imparato dopo lunga pazienza e abilità tecnica, educata al gusto dell'immagine, al pudore del disegno che lascia alla memoria i suoi distinti intrecci e le superbe scansioni di ritmi signici, i movimenti del lapis e della penna e le elaborazioni raffinate delle espressioni. Dal disegno di questo artista puro nasce il principio del conflitto estetico e la frequentazione pittorica, infine tutti i romanticismi e le ricerche, il commento ed ogni verità umana e del gusto, dove De Luca raggiunge una compiutezza d'immagine e un'ideazione lirica e tattile del proprio problema espressivo e grafico, da certosino del disegno e del chiaroscuro, impegnato da crismi emozionali della creatività, della contemplazione umile e limpida del segno e della sua effusiva e miniata linearità. Con l'arte di De Luca si sta tornando il “mestiere” dei tempi antichi, non perché sia solo geniale, ma perché con il suo metodo di lavoro riallaccia finalmente i contatti tra arte e pubblico (contatti che si erano perduti con le varie astrazioni) perché affronta con umiltà e competenza qualunque domanda gli venga rivolta dalla società in cui vive, perché conosce il suo mestiere, le tecniche e i mezzi più adatti a risolvere ogni problema pittorico. Operatori estetici come questo artista traducono la realtà e le risorse segrete, quello del profondo umano all'orlo di quel processo di evoluzione e di variazione del mito inesauribile che è il segno-disegno, con i suoi rischi e la innumerevole disponibilità in ogni epoca, le sue tensioni e la psicologia che il disegno stesso crea. Il disegno, quindi, quello frequentato da De Luca è un'opera d'arte in se stessa, storia evocativa e relazione filologica della realtà dell'abilità di molti maestri prima e dopo Giotto. Le opere di De Luca, fedeli alla tradizione figurativa e alla ritrattistica ricca di particolari, dallo stile morbido e fedele alla verità, tanto che difficilmente una fotografia potrebbe rendere giustizia ai soggetti delle sue immagini introspettiche si da far individuare il carattere e l'anima del soggetto stesso. Questo artista, per le atmosfere e le suggestioni che crea nelle sue opere si potrebbe definire un pittore romantico-espressionista, anche per essersi allontanato dalle discipline intellettualoidi delle cosiddette avanguardie per dar spazio all'espressione dei sentimenti individuali.

    Sett/ott 2009               Eraldo Di Vita su Euroarte

Misteriosi interrogativi

Cosa di più semplice di una matita ed un foglio di carta? Nulla. Un'accoppiata che tutti conosciamo bene e che utilizziamo, anche se con fini e risultati diversi, fin dalla più tenera età. Sappiamo perfettamente che la matita, quando passa, lascia un segno sulla carta. Nessun segreto, tutto prevedibile e conosciuto.  Però a volte succede di vedere un foglio di carta interamente coperto di segni che ci colpisce: mani di chi sa guidare la matita ed indirizzare i segni hanno prodotto un'opera. Tra coloro capaci di tanto sicuramente c'è Nicola De Luca. Dai suoi intensi chiaroscuri emergono, al tempo stesso potenti e delicate, figure dagli sguardi che pongono misteriosi interrogativi. Una parola può definirlo: bravissimo. Le sue sono opere che entrano dagli occhi ed arrivano nel profondo suscitando sentimento e non si dimenticano.

    Agosto 2009             Bruno Tavani

Intimistico pensiero

Nicola De Luca sceglie il riferimento tecnico e l'esecuzione in cui il forte senso visivo si affida a chiaroscurate  tessiture e filigrane di monocromi graffiti che custodiscono nel gioco delle apparenze il divario netto tra ciò che è esteriorità e ciò che è intimistico pensiero.

     Agosto 2009           Giuseppe Livoti