HOME     GALLERIA     MOSTRE     CRITICA     ARTICOLI     INCONTRI     CONTATTI        LINK
ARTICOLI ED ALTRE RECENSIONI


NICOLA DE LUCA,  LE ILLIMITATE TONALITA' DEL GRIGIO
Fra il bianco e il nero c’è un abisso; lo occupano le illimitate tonalità del grigio. L’artista Nicola De Luca ha deciso di esplorare questa infinità cromatica come un cavaliere medievale. Suo destriero è la matita che galoppa con incredibile sicurezza; suoi scudieri sono i cartoncini di cotone.
Da perfetto paladino, De Luca combatte da anni per salvare dall’oblio incantevoli figure femminili. Queste potrebbero chiamarsi Eva, Cleopatra, Didone, Venere, Maddalena o più semplicemente Giorgia, Anna, Sara; potrebbero essere dee, sante, eroine o casalinghe, indifferentemente. La loro bellezza è infatti quotidiana e divina allo stesso tempo. Mentre i loro occhi sono magnetici, celanti un’inquietudine segreta, profonda.
Nei disegni di questo artista (fra i più raffinati degli emergenti calabresi) si fondono: tecnica, introspezione psicologica e senso dell’estetica. I risultati sono interessanti, tanto che De Luca sta conseguendo sempre più ampi riconoscimenti da parte della critica e del pubblico.
Noi lo abbiamo incontrato nei giorni scorsi. Volevamo conoscere il suo cammino artistico e dialogare sulla sua produzione più recente.
Quando è nata in lei la passione per l'arte?
"Ho iniziato a dipingere all'età di  dodici anni. Utilizzando colori a tempera, pastelli e acquerelli. Ogni supporto era buono: carta tavolette, piatti.  Riprodurre fedelmente ciò che vedevo era, sin da allora, una mania".
Quale percorso artistico ha compiuto?
"Ho intrapreso gli studi presso il Liceo Artistico di Reggio Calabria, dove ho avuto la fortuna di avere tra i docenti il maestro Leo Pellicanò, che ritengo sia stato uno dei più grandi artisti figurativi calabresi. Lì ho avuto la possibilità di affinare la mia sensibilità estetica ed acquisire consapevolezza delle mie capacità. Completati gli studi liceali, mi sono trasferito a Napoli per iscrivermi alla facoltà di Architettura. Volevo aprirmi verso nuove realtà e confrontarmi con espressioni artistiche diverse da quelle acquisite dall'insegnamento scolastico.
Nella città partenopea ho vissuto un divenire di intuizioni, curiosità e scoperte sensibili. Ho instaurato una collaborazione come light designer con una piccola compagnia di teatro sperimentale. Parallelamente ho iniziato a rivolgere la mia attenzione verso la luce come entità incorporea, ma tuttavia architettonica. Iniziai così ad interessarmi di fotografia, dapprima come  riferimento per i miei soggetti disegnati, poi come linguaggio a sé stante. Prediligevo il bianco e nero, che curavo personalmente in fase di sviluppo e stampa. Il contatto con la fotografia si è rivelato in seguito importantissimo per la mia evoluzione artistica.
Nel 1980, dopo aver conseguito la laurea, ho lasciato la città dove è maturata la mia formazione per tornare definitivamente nel mio paese natale. Da allora esercito il mestiere di architetto affiancato ad una produzione grafica e pittorica a carattere figurativo".

Perché oggi predilige il disegno?
"Non mi stanco mai di analizzare i capolavori dei maestri antichi e moderni della cultura figurativa italiana. E' forse per questo motivo che ho scelto il disegno come principale linguaggio; è una tecnica molto difficile, ma è più consona alle mie intenzioni espressive e più adatta ai contenuti da trasmettere".
Come nasce un disegno? Per realizzarlo utilizza soggetti reali?
"I miei sono volti del quotidiano, non hanno una bellezza straordinaria, ma devono essere capaci di trasmette sensazioni profonde. Hanno una bellezza comune, ma sono ricchi di espressività. A volte trovo i miei soggetti tra le persone che conosco, che incontro. A volte invece preparo un'immagine come un progetto. Programmo tutto dall'impostazione al taglio e poi mi trovo il soggetto. Può anche essere una cosa casuale: mi colpisce un'espressione o un effetto di luce. In quel caso ci tengo a dire che i miei lavori non sono ritratti, non è nelle mie intenzioni, poi se appaiono tali, pazienza…"
A quali grandi artisti si rifà in particolare?
"Sono i classici ad ispirarmi, Raffaello in modo particolare. Dei contemporanei stimo molto Omar Galliani. Credo sia uno dei pochi artisti che si esprime con un linguaggio artistico significativo e comprensibile. Inoltre è riuscito a portare l'uso della matita e della grafite a livelli pittorici di alta qualità, sia sul piano della tecnica che del contenuto".
I volti che lei ritrae abilmente, trasmettono all'osservatore una profonda inquietudine. Da cosa nasce, nella sua arte, uno stato d'animo tanto provato?
"Non so il motivo, ma sono attratto da quei volti femminili dominati dal pensiero, dalla malinconia e dall'attesa. Ogni opera è un progetto di scena. Preparo l'inquadratura e i punti luminosi che insieme agli sfondi notturni aiutano a dare risalto all'intimità".
Lei è anche un architetto. Questo impegno professionale è di ostacolo alla sua produzione artistica?
"No, non è di ostacolo, magari mi limita. Comunque le due cose possono camminare insieme tranquillamente, basta organizzare bene i tempi e trovare l'equilibrio. Ho scelto sin dall'inizio di ridurre le ore per l'attività, magari accettando solo i lavori più interessanti".
Pensa che la sua arte in Calabria possa avere un futuro?
"E' l'arte in genere che in Calabria non può aver futuro. Se cambierà qualcosa non sarà a breve. Le strutture ci sono ma manca la mentalità politica. Gli artisti se vogliono fare qualcosa devono autofinanziarsi. I media non collaborano".

Teresa Lara Pugliese - su "Il Domani" dell'1 luglio 2009

L'ARTE DI NICOLA DE LUCA AL MUSEO PERMANENTE DI M ILANO
Un nuovo ed importante riconoscimento per il torrese Nicola De Luca e la sua arte popolata e la sua arte popolata di figure femminili che affiorano dalla penombra e si offrono alla luce, nell'intensità dei loro sguardi, candide, sognanti pensose, sorprese come colte in un attimo di silenzio che percorre e racconta l'interiorità del loro animo, come “scolpite” a colpi di matita. Un'arte scandita dalla passione, dalla capacità di catturare, fissare e riprodurre sentimenti e passaggi interiori dell'animo, in una stupefacente pacatezza che eternizza il silenzio e ne offre il suo tesoro, ora approdata anche al museo della permanente di Milano, con l'opera “Cassandra”, grazie al concorso indetto dalla Rivista “Arte” della Mondadori, al quale Nicola De Luca ha partecipato, collocandosi tra i quaranta artisti selezionati per la kermesse. Un'eccellente vetrina ed una prestigiosa tappa raggiunta per l'artista torrese, che esprime grande soddisfazione per questo risultato che già nel 2004 aveva partecipato alla competizione con un'altra opera giungendo però nella selezione intermedia dei centoventi. Ed ora nel 2009 questo interessante piazzamento che gli consente di esporre una sua creazione all'interno della kermesse dedicata alla pittura, alla scultura, alla fotografia e alla grafica, che dal 23 ottobre si protrarrà fino all'1 novembre presso la Permanente di Milano. Nel curriculum artistico di De Luca: la partecipazione, ha inizio nel 2008, alla “VII Biennale internazionale d'arte di Roma”, nella sala del Bramante, dopo essersi classificato primo, a fine 2007, al Premio “Città di Catanzaro”; primo premio per la sezione pittura, nel 2009, anche nell'ambito della seconda biennale d'arte “Città di Lamezia Terme”, presso il Complesso Monumentale di San Domenico; continuando con riferimento alla nostra regione, nel corso di questo anno la personale presso l'Accademia di Belle Arti “Fidia” di Crotone; la presenza alla “VIII Biennale d'arte Contemporanea di Monterosso” Calabro (VV) nell'estate 2008 e nell'estate 2007 anche alla “IV Biennale d'Arte Contemporanea Magna Grecia” di San Demetrio Corone (CS). Diverse anche le mostre e i riconoscimenti fuori regione. Ma la possibilità di apprezzare l'arte di Nicola De Luca va oltre anche le occasioni e le manifestazioni espositive. Due opere di De Luca, saranno sulle copertine di due volumi di prossima uscita: “Greta e la Nuvola”, Lazzaretti Editore che con Nenè Bad Girl vede diversi bloggers uniti per un progetto di solidarietà e “Il Cane che Aspettava le Stelle” di Nando Balzarro, Soveria Multimedia.

Maria Patrizia Sanzo su Il Qotidiano della Calabria - 27/10/2009

                                             
VIAGGIO TRA LE PIEGHE DI UN SENTIRE PROFONDO  

Espressioni femminee catturate dalla matita di un artista calabrese di vero talento. “Emozioni in punta di matita”. E' il titolo scelto per la mostra di Nicola De Luca, inaugurata ieri, presso la Galleria d'arte moderna e contemporanea “Zeusi”, in via Cristoforo Colombo, a Catanzaro Lido. Un titolo eloquente. Quanto la sua arte. Che parla. Che emoziona attraverso i volti femminili, che l'artista, architetto di Torre di Ruggero, con alle spalle già un ampio vissuto artistico e giunto alla sua cinquantesima mostra, ama imprigionare nei suoi disegni. Sono donne, quelle di De Luca, che affiorano dalla penombra offrendosi alla luce. Scolpite a colpi di matita. Donne nivee. Alcune trasognanti. E malinconiche il più delle volte. Scovate nelle loro innumerevoli espressioni per raccontare e trasmettere il loro io più profondo. E' sorprendente l'arte e la tecnica figurativa di De Luca. Marisa Schicchitano, pittrice e scultrice, onorata di ospitare nella sua galleria la personale di De Luca, ha introdotto l'artista, all'apertura della mostra, riflettendo sulle  “immagini realizzate con dinamismo e giochi di luce magicamente a matita”. Armato di un semplice strumento, come la matita, De Luca, profondo conoscitore di tecniche sofisticate, prediligendo la rappresentazione di una donna reale, quotidiana, terrena, riesce a cogliere la profondità dello sguardo femminile riportandolo su cartoncino, attraverso milioni di linee trasversali, che danno la giusta intensità al ritratto. Sguardi di donna che si incrociano con l'occhio dell'osservatore come in una fotografia di vita in bianco e nero. <<La sua arte – ha detto di De Luca la Schicchitano - offre un modo particolare di guardare la donna, apportando un gusto artistico di alta qualità, per mezzo di elementi come il taglio fotografico e la matita, interpretata non solo per fare arte, ma come soggetto espressivo che diventa protagonista di elaborazioni realizzate veicolando nuove emozioni>>. De Luca, in poche parole, tende a cogliere le sfaccettature del complesso, quanto oscuro e a volte incomprensibile, universo femminile. Un intento perseguito alla perfezione. Sono veri stati d'animi di donna, quelli rappresentati ad arte da De Luca che, da uomo, si proietta verso il mondo femminile. Che legge gli occhi delle fanciulle “incontrate”, percepisce le loro emozioni e le interpreta eternandole con la matita. Una matita, a dir poco magica, se si pensa a quanto bellezza e perfezione sprigionano le opere di De Luca. Opere, reduci da altre esposizioni e vincitrici di premi, delle quale si potrà godere nella Galleria “Zeusi”, dove rimarranno esposte dal 23 al 30 aprile, dalle ore 18 alle ore 20.30. Un viaggio davvero imperdibile tra le pieghe di un sentire profondo tutto femminile. Nei meandri di un mondo palpabile grazie all'abilità artistica e alla sensibilità di Nicola De Luca.     
Assunta Panaia
     maggio 2009                                       

L'ARTISTA NICOLA DE LUCA

Parlare di veri artisti è sempre impresa ardua sia perché non si sa da dove cominciare sia perché le parole a volte non riescono ad evidenziare a pieno tutte le doti possedute da personalità complesse e poliedriche come quella di Nicola De Luca. A conferirgli il giusto riconoscimento concorrono le opere, il giudizio della critica, i numerosi inviti di partecipazione alle mostre collettive di pittura, i premi meritati nel corso degli anni. E di premi Nicola De Luca ne ha collezionati tanti . Tutti meritati. Da ultimo il primo premio assegnatogli per la sezione pittura in data 19 febbraio u.s. in occasione della Biennale d'Arte di Lamezia Terme: cinquanta artisti partecipanti al concorso, sessantasette opere pittoriche in gara , oltre tremila visitatori. Abbiamo avuto il piacere di osservare le opere degli espositori. Ci siamo soffermati a lungo davanti a due opere presentate da De Luca: “Cassandra” e “La collana di perle” (opera primo premio). In entrambe è rappresentata la donna quale simbolo raffinato di bellezza, di purezza, di emancipazione. L'osservazione attenta, profonda, riflessiva, analitica dell'aspetto fisico guida la mano dell'artista a esaminare i lineamenti e le espressioni dei volti fino alla deduzione dei caratteri psicologici e morali tendenti a suscitare nell'animo del visitatore sentimenti di serenità, d'ammirazione, d'amore. La conoscenza fisiognomica e la padronanza del linguaggio estetico e pittorico lo rendono sicuro nella rappresentazione dei particolari che ne esaltano la grazia e la bellezza delle figure femminili tanto da pervenire alla sublimazione della loro raffinata purezza. I sue volti sono connotati da una forza espressiva dinamica, magnetica,avvincente. De Luca si dedica instancabilmente all'attività artistica alternandola a quella quotidiana che lo vede impegnato nell'esercizio della professione di architetto.

Caterina Tozzo - La Trasversale delle Serre - marzo-aprile 2009.





“La matita tra le sue dita, ha l'effetto dei colpi di uno scalpellino nelle mani d'un autore che rapito dall'estro creativo, plasma la materia, smussa gli angoli, leviga la superficie, evidenzia i particolari, conferisce profondità, immerso in un lavoro minuzioso e incessante, che non si placa se non arriva a liberare e rendere viva la visione che la sua mente ha concepito, quell'attimo d'infinito che i suoi occhi hanno catturato, mentre la sua musa ispiratrice si mostra, come colta in  movimento, voluttuosa, nella spontaneità di uno sguardo che rivela l'anima, senza svelarne il mistero. E' difficile descrivere con parole, ciò che i disegni del torrese Nicola De Luca, architetto e anche scultore, riescono a trasmettere, a rievocare, a nascondere. Com'è difficile spiegare la forza di un volto, di qualcuno che ci comunica ad un tratto, senza parlare. Sensazioni imprecisate si intrecciano ed evolvono, obbligando a soffermarci per un attimo a cercare di capire. Così, quasi eterei per il loro candore, per l'espressività che incanta, ma analitici, presenti, per la precisione dei particolari riprodotti, dalla morbidezza della pelle alla flessuosità dei capelli, i volti delle donne dai nomi mitologici che De Luca “racconta” da una vita, vanno oltre il comune ritratto.............”
    Maria Patrizia Sanzo - da un articolo su "Calabria7" del 18/11/2006 -

    Non è "una" donna ma "la" donna  ad essere raffigurata sulla tela  del noto pittore di Torre di Ruggiero, Nicola De Luca. Una mano delicata e precisa, capace di estrarre dalla realtà un fiero e vero dipinto, un disegno, un'opera che si mostra in tutta la sua beltà e armoniosità.
     Non si tratta di qualcosa di noto, di già visto, quello rappresentato da De Luca, ma di un ritratto che esprime un pathos di un'altra epoca, quasi distante dalla modernità e dall'odierno, ma più vicino ad un tempo sconosciuto e lontano che si può percepire solo quando ci si trova davanti a quella tela che tanta bellezza e tanta femminilità riesce ad emanare. De Luca è desideroso di manifestare ogni forma, ogni sguardo, ogni lineamento e ogni espressione. Dal buio spunta fuori un volto e lo si intravede meravigliosamente grazie a quel fascio di luce che permette di rendere visibile il soggetto. Ogni lineamento esprime l'essenza femminile celata in ogni tela e la donna "deluchiana" si mostra superba e maestosa come se fosse una dea. In realtà lo è. Una divinità moderna. Una venere odierna che nasconde il fascino di un'era primitiva, visto che si espone nuda e semplice come se volesse soggiogare i suoi ammiratori che la osservano e la contemplano con immenso stupore.
    Tra chiaro e scuro prendono forma le donne e gli altri soggetti di De Luca, che non va alla ricerca dei colori, ma di tonalità più cupe, laddove la matita è la protagonista e prima ancora la mente ispirata dall'artista torrese. Ma non è una questione solo mentale, bensì anche di cuore, perchè è solo e soprattutto con esso che sono nate queste opere suggestive.
    Sarà impossibile sfuggire allo sguardo dolce e persuasivo di Aglaia, misterioso di anfitrite, materno di Eos, diretto e penetrante di Medusa. E poi anche lo sguardo assorto di Dione e di Emera, e disarmante di Euridice. Tutte donne raffigurate con una precisione "fotografica" eccezionale.
    Nicola De Luca è un artista a 360°, perchè dimostra col proprio talento e con la propria passione di far vivere una donna d'altri tempi davvero lontana dalle icone odierne e sempre più distante dall'immaginario maschile di oggigiorno. Una donna, dunque, che si può solo sognare e desiderare, ma che in realtà non si può avere.
    E' pur giusto che essa debba rimanere così immortale.
    Achille Salerno - su "Punto e a Capo" n.10 ottobre 2007 -

".............. I suoi ultimi lavori, dal 2003 ad oggi, sono realizzati semplicemente a matita ma, grazie ad un tratto deciso ed evidente, assumono una completa umanità. Il soggetto da lui prediletto è la figura femminile che, avvolta da mille suggestive sfumature ed ombre, risulta quanto mai viva, con occhi sempre pieni di luce e di sensualità che trasmettono all’osservatore grandi emozioni, come se volessero parlare o uscire dalla tela. ................"
    Marco Papasidero - da un articolo su "QuiCalabria" del 18 settembre 2007

" ............ Mentre la straordinaria capacità di ritrarre psicologicamente il "genere" femminile è prerogativa di De Luca, artista torrese che sta riscuotendo consensi positivi di pubblico e critica. I suoi disegni a matita, caratterizzati da una forte impronta personale, regalano allo spettatore il piacere di perdersi in immagini che vivono solo di luci ed ombre. ............... "
    Serena Iozzo - da un articolo su "La Gazzetta del Sud" del  01/08/2007 -

"........ Le opere di De Luca sono nutrite dal dualismo luce tenebre e lasciano apparire e dissolvere le immagini, che assumono così la valenza alchemica di visioni e di simboli. Si tratta di donne, di dettagli del corpo, di cose e di particolari che prendono forma da uno sfondo oscuro e indistinto. Da alcuni anni, il disegno su carta è il linguaggio privilegiato dell'artista calabrese che cattura particolari del volto e della figura infondendo una carica emotiva sorprendente. Dai piani anneriti sbocciano preziose ed affascinanti figure, come una luna che emerge dalla quiete di un tramonto, quasi sempre femminili, rivelate da un tratto deciso e monodirezionale come se fosse depositato dal vento. I numerosi volti femminili esprimono bellezze ed armonia di forme semplici e comuni, raggiungibili nell'arte come nella vita. Gli occhi sono come delle finestre quasi sempre aperte per lasciar penetrare l'osservatore nell'intimo più profondo e misterioso: l'anima. Le figure sono immerse in riflessioni spesso malinconiche, in un quieto abbandono crepuscolare.........."

    Maria Francesca Catricalà             Giugno 2007

"Le sue visioni di fanciulle dai volti candidi, dai lineamenti gentili, che si muovono con leggerezza nello spazio. Le sue muse assorte a pensare, che si volgono a chi le ammira con lo sguardo stupito, continuano ad attirare attenzione e a registrare consensi. .......... "
   
Maria Patrizia Sanzo - da un articolo su "Il Quotidiano della Calabria del 06/04/2007 -

“ De Luca nasce dall'impianto narrativo della fotografia nella sua accezione squisitamente monocromatica: il chiaroscuro, reso ancora più convincente dal magistrale e perfetto uso della matita, vive infatti, attraverso la forza espressiva di volti e corpi femminili, sui passaggi dal buio alla luce bianca, con la morbidezza della scala intermedia dei grigi.”
    Aurelio Tuccio - da un articolo su "Il Quotidiano della Calabria" del 29/10/2005 -


“Non è facile incontrare un vero artista, ancora più difficile parlarne. Me ne sono accorto quando ho conosciuto Nicola de Luca" ................................ "che lavora ed opera in un borgo fra le serre calabresi: Torre di Ruggiero. Formatosi al liceo artistico di Reggio Calabria - allievo del maestro Leo Pellicanò - De Luca si è, poi, laureato in architettura, non interrompendo una fervida ricerca che l’ha portato tra le tecniche pittoriche rinascimentali. Ha così preso piede la figura dell’artista a tutto tondo che, con creatività, investe quanto lo circonda. Case, mobili, arredi, decori. Disegni analitici, tagli e vedute in movimento. Indumenti, oggetti, frammenti di figure. Un viso si gira repentino e De Luca, con realismo analitico, coglie la pelle vellutata e i capelli in movimento. Figure di donne, qualche paesaggio, pochissime nature morte. La sua è un'opera di scavo, dove la matita, la penna biro, il pennello, diventano macchina fotografica, per portare alla luce l’identità profonda, l’anima.”
    Aurelio Tuccio - da un articolo su "Il Quotidiano della Calabria" del 27/06/2001 -

“Sguardi penetranti, immensi e diretti. Visi candidi, mutevoli e trasparenti. Corpi sinuosi, perfetti e con una femminilità pura e semplice a dir poco reale. Questa è l'arte di Nicola De Luca, che direttamente da Torre di Ruggiero propone non un normale dipinto, ma un modo particolare di guardare alla femminilità apportando un gusto artistico di alta qualità, per mezzo di elementi come il taglio fotografico e la matita. La sua donna è semplice.  Non possiede alcun oggetto antico o moderno che la possa contraddistinguere. E' una figura senza età, capace solo con le espressioni di trasmettere passioni, istinti e ammirazione. La donna di De Luca si fa ammirare, non per la bellezza, bensì per il suo sguardo o per gli atteggiamenti non così distinti dalla realtà. Sarà la sensualità dei corpi o solo l'intensità dei visi, a rendere opere come Venere, Dione, Eos, Giuturna e tante altre capolavori che si ha il dovere di scoprire al più presto.”

     Achille Salerno - da un articolo su "Il Domani" del 23 agosto 2006 -

“Nelle opere del De Luca, la donna viene rappresentata come simbolo in se di grazia e bellezza per essere successivamente indagata nei suoi intimi e sfuggenti meccanismi psicologici ed infine sublimata ed idealizzata. Lo sbalorditivo e seducente effetto d'insieme, amplificato dalla sapienza tecnica, conduce lo spettatore da una realtà quotidiana, ad un regno estetico popolato da muse dove il magico momento della contemplazione viene prolungato nel tempo.”
    Walter Panzino - da un articolo su "Il Quotidiano della Calabria" del 01 settembre 2006 -

"Diritti Umani in tour con Voci per la Libertà ................................ a mantenere elevato il livello artistico della manifestazione ha contribuito inoltre la mostra di arte contemporanea dell'artista Nicola De Luca .............................."
    Martina Masiero e Giada Trisolini - da un articolo su "Fanzine di Voci per la Libertà" n.9/2006 - Villadose (RO)

“Attraverso l'introspezione del ritratto ed offrendo una dimostrazione esemplare della sua straordinaria perizia tecnica, Nicola De Luca, ........ si confronta coi diversi volti di donna che ritrae cercando di carpirne il mistero. ............................. pur essendo un talento eclettico, ha scelto il disegno per esprimersi, in quanto più consono alle sue capacità espressive e più adatto ai contenuti da trasmettere.”
    Maria Francesca Catricalà - da un articolo su "Il Quotidiano della Calabria" del 31 agosto 2006.
                        
                                                                        Nicola De Luca

                                                           tra carezze di luce e tocchi di matita
Candide, nella loro voluttuosità, eteree, ma dolcemente presenti le soavi creature di Nicola De Luca, hanno un’anima che si muove leggera, leggera nello spazio, come colei che amorevole in punta di piedi si assicura che un bimbo dorma. Hanno nomi dal richiamo mitologico. Sono innocenti fanciulle, che pudiche nella loro nudità, si volgono a chi le osserva con la semplicità di un fiore che schiude i suoi petali, ancora intrisi di rugiada, ai primi tiepidi raggi di sole di un’alba repentina. Hanno lineamenti  gentili e colli sottili e graziosi. Hanno volti dagli occhi sinceri, che vorrebbero dar voce alla loro bocca socchiusa e sussurrare parole. Incarnano  la bellezza dei sogni  e loro stesse si destano, ancora magicamente sospese tra ideale e realtà, per lasciarsi ammirare. Talvolta si mostrano  ormai donne e  nel  loro sguardo dignitoso  e umile c’è tutto un universo di sentimenti sondati. Contemplano interrogative, si soffermano dubbiose, se non sono intente  a rincorrere pensieri, che chissà se qualcuno afferrerà mai? Così le donne di De Luca, tra carezze di luce e tocchi di matita si rivelano al mondo, riprodotte con  un’analicità minuziosa,  scrupolosa, scultorea, in un continuo e   affettuoso dialogo tra l’autore e l’opera, frutto di una lunga e sapiente ricerca tra le tecniche espressive della pittura e dell’immagine. E sì, perché l’architetto di Torre di Ruggiero, in provincia di Catanzaro, prima del suo felice e proficuo approdo al suo angolo di Olimpo, popolato di puree ninfe e pensose muse, si è dedicato per anni alla scoperta dei segreti della fotografia, prima  in bianco e nero, poi a colori, ha voluto fare propria l’emozione di plasmare con le sue dita l’argilla nella scultura ed ha voluto muoversi tra i meandri di varie tecniche pittoriche. Percorsi  di un estro creativo  manifestato sin da giovanissimo, tra i banchi delle medie. Da qui  l’ingresso al liceo artistico di Reggio Calabria. E a Napoli, città fervente di stimoli, che ben ha appagato la sua voglia di sperimentazione, racconta De Luca, la Facoltà di Architettura, senza mai abbandonare il primo amore, per il disegno. Dunque  il ritorno alla cittadina d’origine, per trarre linfa dalle proprie radici. Lì, dove  De Luca oggi vive e risiede, portando avanti la sua attività professionale e dando forma ad aggraziate e leggiadre visioni.
       Maria Patrizia Sanzo  su "Euroarte" marzo-aprile 2007  

L'Associazione Culturale Olivadese, nell'ambito delle attività 2007, ha organizzato una rassegna d'arte contemporanea dal titolo “In mostra”. .......................... Aprirà la rassegna l'artista torrese Nicola De Luca. ......................... Volti femminili per scavare nell'interiorità umana: questo il soggetto scelto da Nicola De Luca, “Istantanee dell'anima” (titolo dell'esposizione), permetterà al visitatore, un viaggio virtuale nell'universo femminile, laddove si  nasconde il senso profondo dell'essere. “ In De Luca – scive il critico e curatrice d'arte, Francesca Londino- le notevoli capacità tecniche, il tratto morbido e deciso e, il gesto pazientemente calibrato ma vitale, vanno ad incidere con un'estimabile sensibilità che, sfocia in dolcezza graffiante dando a quei disegni, che da anni infaticabilmente produce, una forza espressiva che raggiunge quella della stessa pittura. La matita su carta, o meglio su cartoncino di cotone, è il mezzo espressivo che De Luca predilige. Concepiti con una minuziosa attenzione per il dettaglio, i suoi disegni quasi sempre in bianco e nero, raffigurano volti di donna contemplativi, riflessivi, che rimandando a significati alti, ci conducono ad un livello tutt'altro che fisico. All'artista interessa indagare le recondite pulsioni del loro io. Quelle di De Luca sono figure femminili terrene e materne, ma allo stesso tempo evenescenti ed irraggiungibili, severe ed austere come Korai greche ma, familiari e rassicuranti come donne comuni”.
    Bruno Cirillo su "La Gazzetta del Sud" del 10 maggio 2007

“IN MOSTRA” PER CONOSCERE ARTISTI D'ECCELLENZA
Si chiama “In mostra” la rassegna di arte contemporanea che, organizzata dall'Associazione Culturale Olivadese, debutterà oggi. ............................   A Nicola De Luca il compito quest'oggi di dare il via a “In mostra”. ............................. Volti femminili per scavare nell'interiorità umana: questo è il soggetto scelto da Nicola De Luca, artista calabrese che vive ed opera a Torre di  Ruggiero, per una serie di disegni, dai toni intimisti, che saranno protagonisti della mostra. “Istantanee dell'anima” è il titolo della sua esposizione che permetterà al visitatore un viaggio virtuale nell'universo femminile . “In De Luca – si legge in una delle biografie dell'artista curata da Francesca Londino – le notevoli capacità tecniche, il tratto morbido e deciso ed il gesto pazientemente calibrato ma vitale vanno a coincidere con un'inestimabile sensibilità che sfocia in dolcezza graffiante dando a quei disegni, che da anni infaticabilmente produce, una forza espressiva che raggiunge quella della stessa pittura. La matita su carta, o meglio su cartoncino di cotone, è il mezzo espressivo che De Luca predilige”. ............................
    Rosaria Ionà su "Il Domani" dell'11 maggio 2007

Si è svolta nel pomeriggio di venerdì scorso, presso la chiesetta dell'Addolorata di Olivadi, l'inaugurazione della mostra del pittore Nicola De Luca dal titolo “istantanee dell'anima”, ............................ Nato cinquantaquattro anni fa a Torre di Ruggiero, De Luca è un architetto che non ha mai abbandonato la sua passione artistica, affiorata da giovanissimo e robustamente coltivata, anche in virtù di un talento davvero puro, sotto la sapiente guida dell'indimenticato maestro Leo Pellicanò. Dopo un variegato percorso di ricerca, egli è approdato ad una vocazione fortemente evocativa , fatta di indumenti, di oggetti desueti e, soprattutto, di volti femminili. Visi dagli sguardi penetranti che traggono dal bianco e nero della matita con cui sono prodotti un'espressività in grado di catturare lo sguardo, suscitare emozioni, fare emergere l'anima che li abita, lasciando perfino trasparire i colori, la cui essenza diviene soltanto ipotetica. Le donne di De Luca esprimono una struggente malinconia dell'anima, venedo colti in momenti di assoluta delicatezza, in pose inconsuete che, attraverso la perfezione del chiaroscuro, fungono da schermi interiori, lasciando il loro ermetico eppure irresistibile messaggio d'amore o forse di passione, di ilarità o di sorpresa, in ogni caso di irresistibile complicità. Sono figure che rimandano ad altre della storia artistica d'ogni tempo (le eroine classiche, le tormentate protagoniste di Virginia Woolf, ma anche le donne dolenti ed inquiete di Alvaro). Viene da chiedersi cosa attendono queste donne, qual è stato il dolore o l'incontro che li ha fatti smarrire nei mendri dell'esistenza. Da cui, però, riemergono, a metà tra innocenza e desiderio di esserci, di raccontare parte della loro storia. Ed ecco allora il tratto di De Luca che meticoloso, fotografico, ce le presenta nella loro fisicità più ammaliante, dove gli occhi, le labbra, i seni, la morbida pelle, assumono un carattere di intenso erotismo. Ecco i capelli che testimoniano una vitalità in apparenza contrastante, eppure perfetta nel suo amalgama con l'intensità dei sentimenti che le figure custodiscono. Quasi testimoni di un tempo etereo, che si compone di istanti irripetibili ed irrimediabilmente perduti, le donne di De Luca ci guidano negli anfratti  più nascosti della nostra sensualità, rivelando al contempo, con grazia e potenza, le nostre dolorose e tuttavia irrinunciabili fragilità. Altro polo di raffigurazione sono gli oggetti, per lo più di uso quotidiano – ha bene rappresentato in sede di presentazione Serena De Prezzo – appaiono quasi animati, tracciando ideali movimenti e riconducendo la loro presenza nei quadri a precisi rimandi così che da consueti si fanno puramente simbolici, evadendo dal loro contesto fino a tradursi in messaggio. E così un jeans appeso, rappresenta la fine di un tempo nella vita (la giovinezza che lascia pazio alla più responsabile maturità), quattro scarpe (due maschili che cingono due femminili) diventano simbolo di una tenera unione e due scarponi da lavoro affiancati da matite colorate rappresentano l'arte nella “cultura del contadino”. E' stato lo stesso De Luca (che ha contribuito personalmente all'allestimento della mostra) a fare da “cicerone”, disponibile ed entusiasta, fra le sue opere, ascoltando con interesse i commenti dei numerosi visitatori accorsi cui ha spiegato le diverse fasi del suo lavoro creativo (evidenziando, tra l'altro, l'uso di un pregiatissimo cartoncino ricavato dal cotone che egli si fa portare direttamente dall'Inghilterra). “Tutto quello che io cerco di fare, da sempre” – ha amabilmente dichiarato ai presenti – “è riprodurre con precisione ogni cosa capace di colpire la mia immaginazione, contaminandone però l'essenza fino a potermici specchiare dentro. E' un inclinazione che mi accompagna sin da ragazzo ed è stata, così come lo è ancora adesso, uno strumento decisivo di decifrazione della realtà. Dipingere, come scolpire, è per me un bisogno ed un piacere assoluto. .......................... 
     Redazione de "Il Domani" del 15 maggio 2007 


L'IMMAGINAZIONE DEL DISEGNO
Nicola De Luca, per la perfezione virtuosistica nello studio della figura si può definire “semplicemente” un grande.
… Michelangelo, diceva Charles Baudelaire, è stato l’unico ad aver avuto in misura suprema “l’immaginazione” del disegno senza essere colorista.
Questa arte è più difficile, in quanto più ambiziosa; si deve saper distendere, ad esempio, intorno ad un volto, a colpi di matita, i morbidi vapori chiaroscuranti di un’atmosfera per far emergere profondità e volumetria rispetto allo spazio che lo stesso volto occupa.
Ed inoltre il contorno del viso, i segni mobili di una fronte adolescente sotto un manto di capelli, la carnosità delle labbra, tutto ciò il De Luca li sa esprimere con cura e maestria.
Qui “l’immaginazione” ha una parte più alta: la figura è più chiaramente espressa dalla matita che non da un pennello duttile o dovizioso di un colorista.
Il De Luca, a mio avviso, può definirsi un maestro dell’arte “Colta” e “Anacronista” (i due movimenti teorizzati da Maurizio Calvesi e Italo Mussa) perché le sue opere come Eos, Dione,Giunturna, Venere, ecc., rappresentano la cultura classica (mitologia greca e romana) e l’anacronismo, anche se nella modernità simile ad Omar Galliani, perché sono cose di altri tempi.
                                                       Settembre 2006                                                     Rosario Amoroso